Le braccia distese

al prossimo solco,

quasi a trattenere

il tempo che scorre,

 

e la terra nera, umida

che stringe l’acciaio

in un abbraccio forte,

indivisibile come la notte.

 

Ritrovo nel mio sudore

la tua lenta fatica,

il tuo passo sicuro

fra l’erba che cade,

 

e spero anch’io,

come te,

di vedere d’estate

il giardino fiorito.

 

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