Le braccia distese
al prossimo solco,
quasi a trattenere
il tempo che scorre,
e la terra nera, umida
che stringe l’acciaio
in un abbraccio forte,
indivisibile come la notte.
Ritrovo nel mio sudore
la tua lenta fatica,
il tuo passo sicuro
fra l’erba che cade,
e spero anch’io,
come te,
di vedere d’estate
il giardino fiorito.





1 Comment
Antonia
Non è facile lasciarsi andare alla debolezza dell essere figlio, ancor meno quando si ci ritrova nei propri genitori. Un modo per ricordare il bisogno di protezione forse confessare la propria fragilità. Gli occhi grandi di un bambino restano dentro di noi e lo sguardo ammirato che qui ritrovi in te e risvegli in chi legge me lo confermano.
… come qualcuno ha detto È nella mia debolezza che ritrovo la mia forza.
Un abbraccio grande