Ti lascio andare

nera e testarda figura,

grezzo diamante

che respinge l’orafo,

non c’è sofferenza

nella tua via

ma solo mani sudate

ed un desolato cortile.

Trappole d’aria

scorrono sulla nostra testa,

un sogno con lo stesso vento

s’intenerisce allo scorrere

del sangue nelle vene,

questa solitudine

è in cerca solo di

una pace apparente.

Non trovarci più al risveglio,

e sentirci entrambi preda

di una ridicola felicità,

domani non ci saranno

più parole da tessere,

come un lamento d’autunno

sarà la pioggia che

attende il prossimo inverno.

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