Lance affilate

spazzano l’arena

e nel furor della corsa

si toccano quasi,

 

mentre fuori la luna

troneggia sul mondo

e a costanti bagliori

lo espone felice.

 

Ombre notturne

tracciano pareti

e con rapido balzo

assaltano vetri,

 

per guardare la strada

e quel solito uomo,

che da notti infinite

parla a un lampione.

 

Notte e rintocchi

che segnano ore,

con limpide note

ripeture a memoria,

 

noiosi traguardi

di sagome fini,

lancette dorate

in gabbie di vetro.

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