Graffiando il muro:
per disertare l’incontro
con il suo margine minore
e ripiegare su assetti
meno eroici ma più stabili.
Graffiando il muro:
in fondo la posizione
è solo questione di prospettiva,
e l’altezza di convenzioni
collaudate nel tempo.
Graffiando il muro:
improvvise e necessarie virate
rimangono nell’orbita di rotte originali
e sprezzanti cabrate, figlie ubbidienti
della ripetizione divenuta istinto.




