Ascolto il tuo canto
che sfida l’altezza,
ingenuo e deciso
si libra nell’aria,
come un giovane uccello
che prova i suoi voli,
fra coraggio e paura
si tuffa nel vuoto.
Ascolto il tuo canto
che ignora le note,
ma con vergine ode
cattura l’orecchio
e con celtica forza
mi scende nel cuore,
scavando nel suolo
ossuti ricordi.
Ricordi di quando
anch’io sfringuellino,
provavo a saltare
dal ramo natio
spiegando le ali
con ridicole danze,
con un senso di forza
da signore dell’aria.
Ora che sono
del volo padrone,
sento lo stesso
l’angoscia del vuoto
e distolgo lo sguardo
da onde di aria,
che dividono me
ed il duro terreno.
Tempeste di vita
fiaccan il corpo,
e innumerevoli piogge
inzuppan le ali,
ma posso ancora
ascoltare quel canto,
che sfida l’abisso
e mi spinge lontano.




