Il suono rubato
a questa conchiglia
accostata all’orecchio,
sgretola dure convinzioni
e l’effluvio del mare
mi ricorda la leggerezza
di un giorno vestito di sorrisi.
Lo sfrigolio dal fondo
rivela danze in corso
fra granelli di sabbia,
incatenati dal vento
in un questo guscio marino.
Dopo tanto tempo
speso a misurare tempo,
dimentico l’istante
che divide il tic dal tac e
il silenzio diventa diomedea.




