L’amore ritorna
inatteso e veloce,
come pioggia d’estate
che non lascia riparo
in forme diverse
a te sconosciute,
in strani ricordi
coperti di terra.
L’amore ritorna
in storpie grafie
di vecchie parole
che siedono mute,
una volta comprese
riattaccano quadri,
da tempo deposti,
alle pareti del cuore.
Oh giorni stupendi
crudamente scannati,
da impietosi fratelli
che ne presero il posto,
allontanando da te
l’amor che ti strinse,
e ti vide più uomo
traversar un dolore.
L’amore ritorna
in sogni incompresi,
fra ermetici gorghi
affiora quel nome,
che continui a chiamare
al calar della sera,
per sentir più vicino
quell’amore lontano.




