Cercare le nuvole,
accarezzare con piedi leggeri
un cavo d’acciaio
e non vederne la fine,
sicuri che aldilà
del cielo vi sia un approdo
dove terminare
questa strana camminata.
Fermarsi un pochino
e infrangere la regola
di ogni funambolo:
mai guardare sotto,
vedere non persone
ma sogni e pensieri
che salgono su
e formano nuvole.
Sentirsi sorpresi
dall’assenza di paura
e ubriacarsi d’aria,
del proprio respiro,
ad altezze infinite
il vuoto diventa
rifugio sicuro….
solo prospettiva.
Cercare le nuvole
e nel vuoto e l’azzurro
ritrovare di sé
lo specchio lucente.




