Rosario De Marco
Spero che, di quanto qui postato, almeno una riga possa piacervi e che i poeti, quelli veri, non se ne abbiano a male.
Quando non ti amerò più, come un pittore cieco
Il freddo di questi giorni è stato duro, spietato, non ha dato tregua
Ti ho vista uscire dal giardino giovane speranza,
Solo per questo ti cerco, sottile dipinto, effluvio di gioie
Sul finir dell’onda guardo il cielo:
Il giorno, pescatore stanco, come reti riavvolge i suoi passi
Nel furore estivo c’è già un pizzico d’inverno, un retrogusto delle fredde mattine
Nero come una vela scivola sul fuoco questo astruso tribolo,
Note altitudini schermano cuori, marcescibili ore e miserabili risa,
Canti nella sabbia e gocce di mare avvinghiate a piedi danzanti, la mente ubriaca d’aria