Rosario De Marco
Spero che, di quanto qui postato, almeno una riga possa piacervi e che i poeti, quelli veri, non se ne abbiano a male.
Han visto l’aurora di giorni comuni, di tenebre in fuga al sorger del sole.
Binari, due anime di ferro che gareggiano nella via, ma nessuna mai di loro sul traguardo sarà prima.
Ad altrui tempeste sfiorai la cima, e a capofitto mi tuffai nel fondo,
Silenziose legioni immobili stanno, aspettando di tromba un chiaro segnale,
Partimmo, e i nostri cuori sperarono che grandi distanze consacrassero legami. Sospirammo come il vento, che lieve pedina la sera e nello scorrere della terra ritrovammo i nostri sogni.
Claretta ogni giorno si guarda allo specchio, ritira i capelli e sfila il rossetto,
In guerra continua, da mesi e da anni, non sopporto più l’amore che odia i giorni seguenti.
Dei campi dell’est la ruvida terra ho spesso ingoiato e nel gelido ferro ho sempre guardato la mia anima incerta.
Strisciare fra gli alberi per odorare la terra che sempre mi solleva dalla diffusa mota,
Una musica continua invade la mia mente e riempie le giornate di questa primavera.