Rosario De Marco
Spero che, di quanto qui postato, almeno una riga possa piacervi e che i poeti, quelli veri, non se ne abbiano a male.
Pur se inverno c’è un’aria d’aprile
Per dirti addio ho scelto di lasciare immutate le distanze
Filamenti d’acciaio avvinghiati a spade affilate tessono solide ancore
Ti vorrei parlare, guardando la tua sagoma a distanza ravvicinata,
Di parole brevi e sorrisi ampi
In sordida e immensa sera
Quando sei al largo prova a pensare ad uno dei tuoi viaggi,
Come un mattino di un marzo passato
Clessidre vuote nella rete del tempo,
Ritorno a casa pur se a mani vuote,