Luci distese
su piani paralleli
e riflessi rubicondi
intessono arabeschi,
nei quali parole d’amore
rinchiuse in cubiche prigioni
attendono l’alba.
E l’alba verrà
con il suono di cornamuse
che liberano note
su piani paralleli
simili a pentagrammi
dove vivono arabeschi
e note di testa.
Luci distese
rotolano su piani paralleli,
uomini ansanti
lasciano scivolare
la loro sagoma
e aumentano la dissolvenza
rispetto ad angoli precedenti.
Occhi fissi su oscure
e fredde banchine,
canali uditivi allagati
da frenetiche partiture,
le lancette degli orologi,
come spietati samurai
uccidono il tempo.
300716




