Ad aspettar carezze

impegnai speranze

e lo scandir dei giorni

si fece lieve,

 

all’adorato corso

di variopinte ore,

a bocca aperta

voltai la testa.

 

Per chiaro specchio

scambiai la lama

di  una cruda falce

a rotear nell’aria

 

e porsi il viso

a bieca vita,

di nuovi sogni

ingorda sempre.

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