Al confine di giorni

delicati e tremendi,

non vorrei per davvero

salutarti così.

 

Nel furor della mente

ti vedrò di sicuro,

nel remoto cammino

che precede la fine,

 

sul tuo seno profondo

io stanco cadrò,

come un bimbo nervoso

che la pace ricerca.

 

Fra pianto e ricordo

ancor ti trattengo,

per render futuro

quest’immane distacco,

 

ma il ciclopico tempo

mi strappa le braccia,

e tu mesta e soluta

mi scivoli via.

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