Chilometriche celle
trattengon il cuore
e gelidi venti
ne oscuran l’ardore
spegnendo la vista
a intrepidi sguardi,
curiosi canguri
appena svezzati.
Lugubri gabbie
sfioran le carni
e luride mura
ne catturan il fiato,
smorzando le voce
che grida nel buio,
cercando da sempre
attenti uditori.
Sono come prigioni
le parole del cuore,
mi lascian andare
senza farmi mai uscire.




