Non vedrò ancora
quei fiori freschi
che strappasti nel
mio giardino,
li ricordo piccoli, gracili
e tesi verso l’alto
ma impietosa la tua
mano li recise.
Al loro posto rimane
la nuda e umida terra
che sconvolta nel capo
mostra i suoi intestini.
Ora pianto ancora
fiori e ancora fiori,
stabili residenti
nel mio giardino.
E se venissi di nuovo
a strapparli
arero’ le aiuole
con la tua faccia.




